COSTITUZIONI SOCIETARIE

 
 
Grazie ad una approfondita conoscenza del mercato e della legislazione locali, Vivere alle Canarie ti aiuta a ‘fare impresa’ in modo rapido ed efficiente.
Viceversa, bisogna stare molto attenti a non prendere decisioni alla leggera, basate su impressioni o opinioni che partono spesso dal vissuto personale o dal passaparola.
Si sente dire, per esempio: alle Canarie praticamente non si pagano tasse.
Niente di più falso. Le Canarie – pur essendo in Spagna – sono gestite a livello comunitario come territorio extra Unione Europea e godono quindi di condizioni molto favorevoli dal punto di vista fiscale e della gestione Iva.
Ma tasse e contributi sanitari si pagano anche qui, anche se con aliquote agevolate rispetto all’Italia.
Le Canarie sembrano l’Italia degli anni ottanta: se con questo si intende il boom economico del nostro paese trent’anni fa, si tratta di una leggenda bella e buona. La disoccupazione, nonostante il turismo, è molto elevata anche tra i canari.
Tanto alle Canarie un’attività si ‘mette su’ subito: fa il paio con il punto precedente. Vi è stata, anni fa, una fase in cui era più semplice aprire una pizzeria, una bigiotteria o una rosticceria ‘para llevar’, ma questo tipo di mercato è ormai saturo; mentre è vero che, ancora oggi, si fatica a trovare buoni elettricisti, idraulici e artigiani.
Alla Canarie non c’è burocrazia e basta un giorno per aprire una società: si tratta di un luogo comune che – come tutte le persone del nostro staff sanno bene – può essere superato solo da chi conosce molto bene gli uffici e le procedure locali e sa come muoversi per ottenere certificati, visti, documenti.
Proprio il relazione a questo ultimo aspetto, distinguiamo subito tra due grandi categorie di ‘soggetti d’impresa’:
  • liberi professionisti
  • società di persone o di capitali con uno o più soci
per cui vi invitiamo a leggere le seguenti due sezioni in base al profilo di vostro interesse.
LIBERI PROFESSIONISTI: APRIRE UNA DITTA INDIVIDUALE
Perché un libero professionista possa aprire una ditta individuale sono necessari due documenti, per i quali è naturalmente possibile avvalersi del supporto del nostro staff:
  • Certificato di empadronamiento (attestazione di domicilio) Questo certificato – che si può ottenere dimostrando di avere un contratto di affitto o un atto di proprietà di una abitazione – attesta la permanenza presso le isole Canarie.
  • N.I.E. provvisorio
Il N.I.E. – Número de Identificación de Extranjeros – è equivalente al codice fiscale italiano. Inizialmente, viene rilasciato un N.I.E. provvisorio (sufficiente per l’apertura della ditta individuale) che in seguito all’ottenimento della residenza verrà sostituito da un Número de Identificación definitivo.
Ottenuti questi due documenti, un nostro consulente ti accompagnerà in banca per la necessaria apertura di conto corrente.
Sempre a cura del nostro staff, tutte queste informazioni verranno trasmesse ad un commercialista di fiducia che può a questo punto concludere l’apertura della ditta.
Con l’apertura della ditta, il N.I.E (vedi sopra) viene sostituito da un diverso codice identificativo che si chiama N.I.F (Número de Identificación Fiscal) che rende finalmente possibile operare come ditta individuale, intestare ed emettere fatture etc.
Segnaliamo che alle Canarie il costo amministrativo per l’apertura di una ditta da parte di un autonomo è attualmente pari a 1200 euro.
Segnaliamo inoltre, a titolo informativo, che alle Canarie una ditta individuale può avere un nome commerciale anche di fantasia (es. Informatica Estrella). Per poterlo utilizzare, questo nome deve però essere ‘pubblicato’ a Las Palmas: se nessuno lo reclama entro due mesi, può quindi essere utilizzato.
Regime Iva – IGIC
L’Iva – imposta sul valore aggiunto – prende alle Canarie il nome di IGIC (impuesto general indirecto Canario).
Come è facile immaginare, la distanza dell’arcipelago Canario dalla ‘Peninsula’ e la necessità di attrarre investistimenti e attività economiche ha indotto il governo a mantenere una imposta indiretta sulle compravendite interne di basso valore.
Ecco quindi che l’aliquota che grava sulle transazioni non è del 22% come in italia ma:
  • del 7% tra i residenti nelle isole per i beni e servizi ordinari
  • pari a zero verso paesi UE e viceversa (se cioè una ditta o società aperta alle Canarie emette fattura verso una società italiana, sarà senza Iva. E lo stesso varrà per una ditta italiana che fattura ad una ditta o società canaria.)
L’IGIC viene pagata trimestralmente in base alle fatture emesse, e non richiede il versamento di anticipi.
Gestione contributi (Segurida social, equivalente alla nostra INPS, relativa a pensione e sanità)
Una prima importante premessa da fare, è che alle Canarie non si versano contributi e tasse anticipate. In altri termini, non si paga mai – spesso con mesi di anticipo – senza prima avere incassato, come accade in Italia, alleggerendo non poco il carico di spese che l’avviamento di qualsiasi attività comporta.
Un imprenditore autonomo paga, in linea generale, una quota contributiva di circa 270 euro una volta al mese, con la quale accede a tutti i benefici garantiti dal servizio sanitario nazionale e si accantonano i necessari contributi pensionistici.
Per fare un confronto, ricordiamo che in italia un libero professionista medio con ditta individuale che non appartiene ad uno specifico ordine professionale, paga un’aliquota progressiva del 27,72% sui reddito imponibile, di cui l’80% va versato addirittura l’anno prima, cioè in anticipo sull’incasso effettivo.
Da segnalare la presenza di agevolazioni che riducono ulteriormente questo importo di 270 euro mensili: un professionista che apra oggi una ditta individuale paga per i primi sei mesi solo 55 euro al mese di contributi; poi per altri sei mesi passa a 170 euro al mese; infine, solo dopo un anno arriva a pagare la quota totale.   
Regime fiscale e aliquote fiscali
Il regime fiscale canario prevede il pagamento generale di una aliquota fissa mensile pari al 20% sull’utile.
L’aliquota fissa del 20% si applica su un utile fino a 300.000 euro, quindi nella stragrande maggioranza dei casi. Solo al di sopra dei 300.000 euro scatta un regime di aliquote progressive più oneroso.
Segnaliamo inoltre la cosiddetta possibilità di tassazione a modulo: per alcuni tipi di attività, esiste cioè la possibilità di godere di una tassazione fissa più bassa dell’aliquota standard del 20%, a patto di rimanere sotto una certa soglia di utile. Ovviamente, il diritto allo sconto fiscale si perde se l’utile supera l’importo previsto per godere della detrazione.
Il RIC – reserva de inversiones canarias
Un’ulteriore opportunità di ridurre il carico contributivo e di ottenere interessanti vantaggi fiscali è il Ric, reservas de inversiones canarias.
Attraverso il Ric, liberi professionisti e imprenditori possono reinvestire parte dell’utile nell’acquisto di beni materiali e immateriali sul territorio canario, ovviamente con il presupposto di potenziare e consolidare le attività professionali svolte (per es. l’acquisto di un immobile nel quale svolgere la propria attività). La quota di utile  che può essere reinvestito attraverso il Ric può arrivare fino al 90%, rendendo questo strumento estremamente interessante.
In base a specifiche regole – da valutare in modo puntuale grazie alle competenze del nostro staff – il Ric permette anche di effettuare investimenti anticipati che verranno ‘ammortati’ (ovvero dedotti dalle tasse da pagare) – per quote in un certo numero di anni: indubbiamente una preziosa opportunità per le ‘start-up’ che hanno intenzione di insediarsi in modo stabile sul territorio canario.
APRIRE UNA SOCIETA’: INDICAZIONI PRINCIPALI PER LA COSTITUZIONE SOCIETARIA
Con la parola ‘società’, intendiamo nelle sezioni informative che seguono la cosiddetta Società Limitata, equivalente in linea di massima ad una Srl italiana.
  • La società limitata può essere unipersonale – cioè con un socio unico – o con un numero di soci uguale o maggiore di due.
  • Segnaliamo inoltre che il capitale sociale necessartio per aprire una Società Limitata è pari a 3000 euro.
Esistono ovviamente anche in Spagna società di altro tipo – come per esempio le Spa – le cui caratteristiche e il cui costo le rendono però adatte a casi molto specifici (nel caso delle Spa, ad esempio, l’investimento per aprirle è di diverse decine di migliaia di euro).
Invitiamo quindi chiunque fosse interessato ad informazione più approfondite su singole tipologie societarie a contattare i nostri consulenti specializzati.
Anche per aprire una società unipersonale o con più soci alle Canarie sono necessari due documenti, per l’ottenimento dei quali il nostro staff è a tua completa disposizione:
  • Certificato di empadronamiento (attestazione di domicilio) Questo certificato – che si può ottenere dimostrando di avere un contratto di affitto o un atto di proprietà di una abitazione – attesta la permanenza presso le isole Canarie.
  • N.I.E. provvisorio
Il N.I.E. – Número de Identificación de Extranjeros – è equivalente al codice fiscale italiano. Inizialmente, viene rilasciato un N.I.E. provvisorio, che in seguito all’ottenimento della residenza verrà sostituito da un Número de Identificación definitivo.
Ottenuti questi due documenti, un nostro consulente ti accompagnerà in banca per la necessaria apertura di un conto corrente societario.
Il conto corrente societario non riporta il nome dei soci, bensì quello della società che diventa intestataria del conto corrente stesso.
Per questa ragione, il nome della società deve sottostare ad un controllo preventivo per verificare che sia effettivamente disponibile.
Il controllo viene effettuato con richiesta inviata al Registro Mercantil Central, che se non vi sono impedimenti particolari rilascia un certificato di autorizzazione per l’utilizzo del nome societario prescelto. In questo modo la società diventa ‘detentrice’ del proprio nome e acquisisce il diritto di utilizzarlo per i propri scopi.
Il capitale sociale per la costituzione della società limitata – pari a 3.000 euro – verrà contestualmente versato in banca, ottenendone in cambio un certificato che attesta il versamento del capitale per costituzione societaria.
A questo punto, per la costituzione effettiva della società è necessario l’intervento di un notaio, presso cui è necessario recarsi per concludere la necessaria procedura burocratica.
Segnaliamo che – se di tuo interesse o necessità – puoi evitare di recarti dal notaio con una procura che potrai assegnare direttamente a Vivere alle Canarie o ad un commercialista, affinché possano firmare presso il notaio svolgendo direttamente ogni incombenza.
Attraverso l’intervento del notaio si effettua sia la costituzione della società, sia l’emissione del cosiddetto C.I.F. (Código de Identificación Fiscal) con cui la società può svolgere le sue attività a livello operativo, contabile, amministrativo (emissione fatture etc.)
Regime Iva – IGIC
L’Iva – imposta sul valore aggiunto – prende alle Canarie il nome di IGIC (impuesto general indirecto Canario).
Come è facile immaginare, la distanza dell’arcipelago Canario dalla ‘Peninsula’ e la necessità di attrarre investistimenti e attività economiche ha indotto il governo a mantenere una imposta indiretta sulle compravendite interne di basso valore.
Ecco quindi che l’aliquota che grava anche sulle transazioni delle società non è del 22% come in italia ma:
  • del 7% tra i residenti nelle isole per i beni e servizi ordinari
  • pari a zero verso paesi UE e viceversa (se cioè una ditta o società aperta alle Canarie emette fattura verso una società italiana, sarà senza Iva. E lo stesso verrà per una ditta italiana che fattura ad una ditta o società canaria.)
L’IGIC viene pagata trimestralmente in base alle fatture emesse, e non richiede il versamento di anticipi.
Gestione contributi (Seguridad social, equivalente alla nostra INPS, relativa a pensione e sanità)
Una prima importante premessa da fare è che alle Canarie non si versano contributi e tasse anticipate. In altri termini, non si paga mai – spesso con mesi di anticipo – senza prima avere incassato come accade in Italia, alleggerendo non poco il carico di spese che l’avviamento di qualsiasi attività comporta.
Ricordiamo rapidamente che un imprenditore paga, in linea generale, una quota contributiva di circa 270 euro una volta al mese, con la quale si accede a tutti i benefici garantiti dal servizio sanitario nazionale e si accantonano i necessari contributi pensionistici.
Nel caso di una società, questa indicazione generale subisce possibili modifiche legate soprattutto alla tipologia societaria prescelta.
Oltre alla società limitata (nella quale ogni socio è tenuto al pagamento della propria quota contribuitiva), esistono infatti altre possibili tipologie societarie, con regimi previdenziali diversi: ti invitiamo quindi a contattarci per ogni necessaria informazione di dettaglio.
Regime fiscale e aliquote fiscali
Il regime fiscale canario prevede per le società:
  • per i primi due anni, una aliquota fissa pari al 15% da pagare a fine anno
  • dal terzo anno in poi, il pagamento di una aliquota fissa mensile pari al 20% sull’utile.
L’aliquota fissa del 20% si applica su un utile fino a 300.000 euro, quindi nella stragrande maggioranza dei casi. Solo al di sopra dei 300.000 euro scatta un regime di aliquote progressive più oneroso.
Il RIC – reserva de inversiones canarias
Un’ulteriore opportunità di ridurre il carico contributivo e di ottenere interessanti vantaggi fiscali è il Ric, reservas de inversiones canarias.
Attraverso il Ric una società può reinvestire parte dell’utile nell’acquisto di beni materiali e immateriali sul territorio canario, ovviamente con il presupposto di potenziare e consolidare le attività professionali svolte (per es. l’acquisto di un immobile nel quale svolgere la propria attività). La quota di utile che può essere reinvestita attraverso il Ric può arrivare fino al 90%, rendendo così questo strumento estremamente interessante.
In base a specifiche regole – da valutare in modo puntuale grazie alle competenze del nostro staff – il Ric permette anche di effettuare investimenti anticipati che verranno ‘ammortati’ (ovvero dedotti dalle tasse da pagare) – per quote in un certo numero di anni: indubbiamente una preziosa opportunità per le ‘start-up’ che hanno intenzione di insediarsi in modo stabile sul territorio canario.
Grazie ad una approfondita conoscenza del mercato e della legislazione locali, Vivere alle Canarie ti aiuta a ‘fare impresa’ in modo rapido ed efficiente.
Viceversa, bisogna stare molto attenti a non prendere decisioni alla leggera, basate su impressioni o opinioni che partono spesso dal vissuto personale o dal passaparola.
Si sente dire, per esempio: alle Canarie praticamente non si pagano tasse.
Niente di più falso. Le Canarie – pur essendo in Spagna – sono gestite a livello comunitario come territorio extra Unione Europea e godono quindi di condizioni molto favorevoli dal punto di vista fiscale e della gestione Iva.
Ma tasse e contributi sanitari si pagano anche qui, anche se con aliquote agevolate rispetto all’Italia.
Le Canarie sembrano l’Italia degli anni ottanta: se con questo si intende il boom economico del nostro paese trent’anni fa, si tratta di una leggenda bella e buona. La disoccupazione, nonostante il turismo, è molto elevata anche tra i canari.
Tanto alle Canarie un’attività si ‘mette su’ subito: fa il paio con il punto precedente. Vi è stata, anni fa, una fase in cui era più semplice aprire una pizzeria, una bigiotteria o una rosticceria ‘para llevar’, ma questo tipo di mercato è ormai saturo; mentre è vero che, ancora oggi, si fatica a trovare buoni elettricisti, idraulici e artigiani.
Alla Canarie non c’è burocrazia e basta un giorno per aprire una società: si tratta di un luogo comune che – come tutte le persone del nostro staff sanno bene – può essere superato solo da chi conosce molto bene gli uffici e le procedure locali e sa come muoversi per ottenere certificati, visti, documenti.
Proprio il relazione a questo ultimo aspetto, distinguiamo subito tra due grandi categorie di ‘soggetti d’impresa’:
  • liberi professionisti
  • società di persone o di capitali con uno o più soci
per cui vi invitiamo a leggere le seguenti due sezioni in base al profilo di vostro interesse.
LIBERI PROFESSIONISTI: APRIRE UNA DITTA INDIVIDUALE
Perché un libero professionista possa aprire una ditta individuale sono necessari due documenti, per i quali è naturalmente possibile avvalersi del supporto del nostro staff:
  • Certificato di empadronamiento (attestazione di domicilio) Questo certificato – che si può ottenere dimostrando di avere un contratto di affitto o un atto di proprietà di una abitazione – attesta la permanenza presso le isole Canarie.
  • N.I.E. provvisorio
Il N.I.E. – Número de Identificación de Extranjeros – è equivalente al codice fiscale italiano. Inizialmente, viene rilasciato un N.I.E. provvisorio (sufficiente per l’apertura della ditta individuale) che in seguito all’ottenimento della residenza verrà sostituito da un Número de Identificación definitivo.
Ottenuti questi due documenti, un nostro consulente ti accompagnerà in banca per la necessaria apertura di conto corrente.
Sempre a cura del nostro staff, tutte queste informazioni verranno trasmesse ad un commercialista di fiducia che può a questo punto concludere l’apertura della ditta.
Con l’apertura della ditta, il N.I.E (vedi sopra) viene sostituito da un diverso codice identificativo che si chiama N.I.F (Número de Identificación Fiscal) che rende finalmente possibile operare come ditta individuale, intestare ed emettere fatture etc.
Segnaliamo che alle Canarie il costo amministrativo per l’apertura di una ditta da parte di un autonomo è attualmente pari a 1200 euro.
Segnaliamo inoltre, a titolo informativo, che alle Canarie una ditta individuale può avere un nome commerciale anche di fantasia (es. Informatica Estrella). Per poterlo utilizzare, questo nome deve però essere ‘pubblicato’ a Las Palmas: se nessuno lo reclama entro due mesi, può quindi essere utilizzato.
Regime Iva – IGIC
L’Iva – imposta sul valore aggiunto – prende alle Canarie il nome di IGIC (impuesto general indirecto Canario).
Come è facile immaginare, la distanza dell’arcipelago Canario dalla ‘Peninsula’ e la necessità di attrarre investistimenti e attività economiche ha indotto il governo a mantenere una imposta indiretta sulle compravendite interne di basso valore.
Ecco quindi che l’aliquota che grava sulle transazioni non è del 22% come in italia ma:
  • del 7% tra i residenti nelle isole per i beni e servizi ordinari
  • pari a zero verso paesi UE e viceversa (se cioè una ditta o società aperta alle Canarie emette fattura verso una società italiana, sarà senza Iva. E lo stesso varrà per una ditta italiana che fattura ad una ditta o società canaria.)
L’IGIC viene pagata trimestralmente in base alle fatture emesse, e non richiede il versamento di anticipi.
Gestione contributi (Segurida social, equivalente alla nostra INPS, relativa a pensione e sanità)
Una prima importante premessa da fare, è che alle Canarie non si versano contributi e tasse anticipate. In altri termini, non si paga mai – spesso con mesi di anticipo – senza prima avere incassato, come accade in Italia, alleggerendo non poco il carico di spese che l’avviamento di qualsiasi attività comporta.
Un imprenditore autonomo paga, in linea generale, una quota contributiva di circa 270 euro una volta al mese, con la quale accede a tutti i benefici garantiti dal servizio sanitario nazionale e si accantonano i necessari contributi pensionistici.
Per fare un confronto, ricordiamo che in italia un libero professionista medio con ditta individuale che non appartiene ad uno specifico ordine professionale, paga un’aliquota progressiva del 27,72% sui reddito imponibile, di cui l’80% va versato addirittura l’anno prima, cioè in anticipo sull’incasso effettivo.
Da segnalare la presenza di agevolazioni che riducono ulteriormente questo importo di 270 euro mensili: un professionista che apra oggi una ditta individuale paga per i primi sei mesi solo 55 euro al mese di contributi; poi per altri sei mesi passa a 170 euro al mese; infine, solo dopo un anno arriva a pagare la quota totale.   
Regime fiscale e aliquote fiscali
Il regime fiscale canario prevede il pagamento generale di una aliquota fissa mensile pari al 20% sull’utile.
L’aliquota fissa del 20% si applica su un utile fino a 300.000 euro, quindi nella stragrande maggioranza dei casi. Solo al di sopra dei 300.000 euro scatta un regime di aliquote progressive più oneroso.
Segnaliamo inoltre la cosiddetta possibilità di tassazione a modulo: per alcuni tipi di attività, esiste cioè la possibilità di godere di una tassazione fissa più bassa dell’aliquota standard del 20%, a patto di rimanere sotto una certa soglia di utile. Ovviamente, il diritto allo sconto fiscale si perde se l’utile supera l’importo previsto per godere della detrazione.
Il RIC – reserva de inversiones canarias
Un’ulteriore opportunità di ridurre il carico contributivo e di ottenere interessanti vantaggi fiscali è il Ric, reservas de inversiones canarias.
Attraverso il Ric, liberi professionisti e imprenditori possono reinvestire parte dell’utile nell’acquisto di beni materiali e immateriali sul territorio canario, ovviamente con il presupposto di potenziare e consolidare le attività professionali svolte (per es. l’acquisto di un immobile nel quale svolgere la propria attività). La quota di utile  che può essere reinvestito attraverso il Ric può arrivare fino al 90%, rendendo questo strumento estremamente interessante.
In base a specifiche regole – da valutare in modo puntuale grazie alle competenze del nostro staff – il Ric permette anche di effettuare investimenti anticipati che verranno ‘ammortati’ (ovvero dedotti dalle tasse da pagare) – per quote in un certo numero di anni: indubbiamente una preziosa opportunità per le ‘start-up’ che hanno intenzione di insediarsi in modo stabile sul territorio canario.
APRIRE UNA SOCIETA’: INDICAZIONI PRINCIPALI PER LA COSTITUZIONE SOCIETARIA
Con la parola ‘società’, intendiamo nelle sezioni informative che seguono la cosiddetta Società Limitata, equivalente in linea di massima ad una Srl italiana.
  • La società limitata può essere unipersonale – cioè con un socio unico – o con un numero di soci uguale o maggiore di due.
  • Segnaliamo inoltre che il capitale sociale necessartio per aprire una Società Limitata è pari a 3000 euro.
Esistono ovviamente anche in Spagna società di altro tipo – come per esempio le Spa – le cui caratteristiche e il cui costo le rendono però adatte a casi molto specifici (nel caso delle Spa, ad esempio, l’investimento per aprirle è di diverse decine di migliaia di euro).
Invitiamo quindi chiunque fosse interessato ad informazione più approfondite su singole tipologie societarie a contattare i nostri consulenti specializzati.
Anche per aprire una società unipersonale o con più soci alle Canarie sono necessari due documenti, per l’ottenimento dei quali il nostro staff è a tua completa disposizione:
  • Certificato di empadronamiento (attestazione di domicilio) Questo certificato – che si può ottenere dimostrando di avere un contratto di affitto o un atto di proprietà di una abitazione – attesta la permanenza presso le isole Canarie.
  • N.I.E. provvisorio
Il N.I.E. – Número de Identificación de Extranjeros – è equivalente al codice fiscale italiano. Inizialmente, viene rilasciato un N.I.E. provvisorio, che in seguito all’ottenimento della residenza verrà sostituito da un Número de Identificación definitivo.
Ottenuti questi due documenti, un nostro consulente ti accompagnerà in banca per la necessaria apertura di un conto corrente societario.
Il conto corrente societario non riporta il nome dei soci, bensì quello della società che diventa intestataria del conto corrente stesso.
Per questa ragione, il nome della società deve sottostare ad un controllo preventivo per verificare che sia effettivamente disponibile.
Il controllo viene effettuato con richiesta inviata al Registro Mercantil Central, che se non vi sono impedimenti particolari rilascia un certificato di autorizzazione per l’utilizzo del nome societario prescelto. In questo modo la società diventa ‘detentrice’ del proprio nome e acquisisce il diritto di utilizzarlo per i propri scopi.
Il capitale sociale per la costituzione della società limitata – pari a 3.000 euro – verrà contestualmente versato in banca, ottenendone in cambio un certificato che attesta il versamento del capitale per costituzione societaria.
A questo punto, per la costituzione effettiva della società è necessario l’intervento di un notaio, presso cui è necessario recarsi per concludere la necessaria procedura burocratica.
Segnaliamo che – se di tuo interesse o necessità – puoi evitare di recarti dal notaio con una procura che potrai assegnare direttamente a Vivere alle Canarie o ad un commercialista, affinché possano firmare presso il notaio svolgendo direttamente ogni incombenza.
Attraverso l’intervento del notaio si effettua sia la costituzione della società, sia l’emissione del cosiddetto C.I.F. (Código de Identificación Fiscal) con cui la società può svolgere le sue attività a livello operativo, contabile, amministrativo (emissione fatture etc.)
Regime Iva – IGIC
L’Iva – imposta sul valore aggiunto – prende alle Canarie il nome di IGIC (impuesto general indirecto Canario).
Come è facile immaginare, la distanza dell’arcipelago Canario dalla ‘Peninsula’ e la necessità di attrarre investistimenti e attività economiche ha indotto il governo a mantenere una imposta indiretta sulle compravendite interne di basso valore.
Ecco quindi che l’aliquota che grava anche sulle transazioni delle società non è del 22% come in italia ma:
  • del 7% tra i residenti nelle isole per i beni e servizi ordinari
  • pari a zero verso paesi UE e viceversa (se cioè una ditta o società aperta alle Canarie emette fattura verso una società italiana, sarà senza Iva. E lo stesso verrà per una ditta italiana che fattura ad una ditta o società canaria.)
L’IGIC viene pagata trimestralmente in base alle fatture emesse, e non richiede il versamento di anticipi.
Gestione contributi (Seguridad social, equivalente alla nostra INPS, relativa a pensione e sanità)
Una prima importante premessa da fare è che alle Canarie non si versano contributi e tasse anticipate. In altri termini, non si paga mai – spesso con mesi di anticipo – senza prima avere incassato come accade in Italia, alleggerendo non poco il carico di spese che l’avviamento di qualsiasi attività comporta.
Ricordiamo rapidamente che un imprenditore paga, in linea generale, una quota contributiva di circa 270 euro una volta al mese, con la quale si accede a tutti i benefici garantiti dal servizio sanitario nazionale e si accantonano i necessari contributi pensionistici.
Nel caso di una società, questa indicazione generale subisce possibili modifiche legate soprattutto alla tipologia societaria prescelta.
Oltre alla società limitata (nella quale ogni socio è tenuto al pagamento della propria quota contribuitiva), esistono infatti altre possibili tipologie societarie, con regimi previdenziali diversi: ti invitiamo quindi a contattarci per ogni necessaria informazione di dettaglio.
Regime fiscale e aliquote fiscali
Il regime fiscale canario prevede per le società:
  • per i primi due anni, una aliquota fissa pari al 15% da pagare a fine anno
  • dal terzo anno in poi, il pagamento di una aliquota fissa mensile pari al 20% sull’utile.
L’aliquota fissa del 20% si applica su un utile fino a 300.000 euro, quindi nella stragrande maggioranza dei casi. Solo al di sopra dei 300.000 euro scatta un regime di aliquote progressive più oneroso.
Il RIC – reserva de inversiones canarias
Un’ulteriore opportunità di ridurre il carico contributivo e di ottenere interessanti vantaggi fiscali è il Ric, reservas de inversiones canarias.
Attraverso il Ric una società può reinvestire parte dell’utile nell’acquisto di beni materiali e immateriali sul territorio canario, ovviamente con il presupposto di potenziare e consolidare le attività professionali svolte (per es. l’acquisto di un immobile nel quale svolgere la propria attività). La quota di utile che può essere reinvestita attraverso il Ric può arrivare fino al 90%, rendendo così questo strumento estremamente interessante.
In base a specifiche regole – da valutare in modo puntuale grazie alle competenze del nostro staff – il Ric permette anche di effettuare investimenti anticipati che verranno ‘ammortati’ (ovvero dedotti dalle tasse da pagare) – per quote in un certo numero di anni: indubbiamente una preziosa opportunità per le ‘start-up’ che hanno intenzione di insediarsi in modo stabile sul territorio canario.